Collezione Carlo Pepi

Arte Contemporanea

a cura di Maria Francesca Pepi

Le opere

Le sezioni

Gianni Bertini

Pisa, 1922

Per quanto iscritto alla facolta' di matematica di Pisa, ben presto si dedica interamente al suo principale interesse, disegnando, dipingendo e partecipando in maniera attiva a mostre nella sua citta' natale, ancora profondamente segnata dalle cicatrici della guerra.
In particolare, la Mostra di Pittura Italiana Contemporanea, al Palazzo alla Giornata di Pisa, nel 1947, "fu la prima esposizione nazionale d'arte contemporanea nel dopoguerra [...] Sul finire dell'anno Bertini si fece promotore d'una seconda mostra, patrocinata dall'Unione Goliardica pisana, anch'essa in palazzo alla Giornata, dove espose le sue residue esperienze cubiste-espressioniste". (Emilio Tolaini, Preistoria pisana di Gianni Bertini, IN "Gianni Bertini: percorsi", a cura di M. Corgnati, cat. della mostra, Pisa, Palazzo Lanfranchi, marzo-maggio 2002, Milano, Prearo, c2002, p.29.)
E' importante ricordare che, nel 1950, Bertini, Nigro e Chevrier esposero insieme a Pisa, presso la Libreria Vallerini. In questi anni, Gianni Bertini sta gia' sperimentando i suoi celebri "Gridi" (esposti a Firenze, a Palazzo Strozzi, nel '49) e abbandona ogni tentazione neocubista, di gusto ancora figurativo.
Nel 1950 lascia anche la sua citta', per dimorare a Milano, dove collabora stabilmente con il MAC (Movimento di Arte Concreta), a cui propone anche l'amico livornese Chevrier.
In questo stesso anno partecipa alla Biennale di Venezia.
Si apre il periodo "Nucleare": le opere presentate alla Galleria fiorentina "Numero" di Fiamma Vigo e successivamente definite pitture nucleari "costituiscono la prima manifestazione di pittura informale realizzata in Italia.
Dopo la partecipazione a due importanti rassegne italiane d'arte astratta, a Milano, presso la Galleria Bompiani e a Roma, al Museo d'Arte Moderna, si trasferisce a Parigi, dove espone in numerose manifestazioni e collabora a riviste d'arte.
Nel '56 e' invitato alla Prima Esposizione d'Arte Informale a Düsseldorf. Nell'anno successivo partecipa, insieme al gruppo "Phase" alla mostra presso lo Stedelijk Museum d'Amsterdam.
Aderisce al gruppo Espaces imaginaires, proposto dal critico Pierre Restany.
E' invitato alla Biennale di Venezia.
Sviluppa il suo interesse per il libro d'artista e collabora con Jean-Clarice Lambert.
Dal 1960 si accosta sempre piu' ad un approccio sociologico dell'arte. Aderisce alle operazioni dei Nouveaux-Réalistes.
Pierre Restany, nel 1965, raccoglie nel gruppo della Mec Art cinque artisti, tra cui Bertini, che praticano il riporto fotografico.
A questi anni di piu' marcata e battagliera sperimentazione, seguono periodi di riflessione di sintesi in cui Bertini appare sempre su posizioni di primo rilievo, anche nella lettura e interpretazione dei nuovi fenomeni sociologici, legati alla comunicazione, ma anche al comportamento aggressivo dell'individuo.

Gli artisti

(ordine alfabetico)

Bibliografia

Le opere dell'artista in collezione

Data ultimo aggiornamento: 2007-06-29

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