MICHELA SBRANA

Michela Sbrana adotta un linguaggio di stratificazione pittorica della realtà colta dallo scatto fotografico.
La macchina fotografica è la sua prima alleata, per carpire i segreti dell’inconscio della natura.
Attenta all’ombra disegnata dai rami nel cielo o su muri screpolati di antichi palazzi in rovina, ama le atmosfere dark e trasfonde con estrema sensibilità le emozioni degli elementi naturali nella psiche, fino a descrivere lo sconfinamento tra l’inconscio umano e quello da lei intercettato nel mondo naturale.

La serie “Sub rosa”, partitura composta di tre tempi, corrispondenti a quadri di colore brunito, fissa lo sguardo sul cosmo, la natura e l’io, quasi a sondarne la misteriosa corrispondenza.

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