ENRICO BERTELLI

Enrico Bertelli preferisce un linguaggio più secco e nitido e, non a caso, usa l’acquaforte. I suoi sono paesaggi e scorci definiti, dove la natura appare nella sua analitica oggettività, non estranea, tuttavia, al fascino del racconto popolare, caro alla terra del Medio-Valdarno, da cui proviene.

Ma non si tratta semplicemente di descrizioni; si percepisce una vena di incanto nella tecnica preferita, qualcosa “di alchemico in quei riflessi argentei morsi dall’acido, un’alchimia che non nasce se l’acido lavora troppo o se i segni sono troppo vicini tra loro. Per questo -sostiene Bertelli- bisogna conoscere perfettamente i materiali con cui si lavora“.

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