Collezione Carlo Pepi
Arte Contemporanea
a cura di Maria Francesca Pepi
LORENZO VIANI NELLA RACCOLTA PEPI
RENATO LACQUANITI: UN PROTAGONISTA DEL NOVECENTO

LORENZO VIANI NELLA RACCOLTA PEPI
Una mostra di disegni e documenti di Lorenzo Viani (Viareggio, 1882 - Roma, 1936), provenienti dalla Collezione Carlo Pepi, porta alla luce aspetti intimi della vita e della creazione artistica del pittore.
La mostra propone materiale documentario nuovo rispetto a quelle precedentemente realizzate dal collezionista sull'artista viareggino. Si presenta come un'occasione per riscoprire lo sguardo tormentato di Viani, attento alla solitudine dei diseredati, piegati dalla fame, ma non nella dignita', in una Viareggio povera e solerte, descritta efficacemente da Ida Cardellini Signorini nella fondamentale monografia su Viani.
"Al di la' del canale, infatti, tra la stazione e via della Fornace, oggi via Indipendenza -proprio qui nasce Viani nel 1882- erano sorte le prime abitazioni di pescatori, portuali, calafati [...]. In mezzo a questi e a una folla di artigiani, velai maestri d'ascia alberai falegnami bozzellai, trascorre l'infanzia di Viani, tra il picchiettare dei mazzuoli e l'odore di resina e di catrame, a contatto con vite modeste, tutte di lavoro -qualche bevuta all'osteria, qualche mangiata dalla Clorinda e da Patacchino - e di quotidiane fatiche per il mare e sul mare, lui uomo di terra, che preferiva vederlo dal cannocchiale delle strade, di lontano, come appare sbisciato all'orizzonte dei suoi cartoni. Una vita dura, senza assicurazioni o previdenza, di miseria, nera per la maggior parte, e la morte sempre a sorpresa; una realta' pero' operosa, seria, di officine e cantieri, semplice e frugale, un mondo a se' rispetto all'altro, diverso -chi stava in Darsena quando passava il ponte sul Burlamacca diceva "vado in Viareggio" - la parte piu' vera e antica della citta', quella che dona al carattere viareggino l'indipendenza, la rudezza e la tenacia[...]". Ida Cardellini Signorini, Lorenzo Viani, Firenze, CP&S, c1978, pp.12-13.
GIOVANNI FATTORI NEL CENTENARIO DELLA MORTE
Giovanni Fattori nasce a Livorno il 6 settembre 1825. Dopo aver studiato con G. Baldini a Livorno, nel 1846 si trasferisce a Firenze. A Firenze, nel 1847, Giovanni diventa allievo di Giuseppe Bezzuoli (autore di grandi quadri storico-romantici). Il 1848 vede Giovanni Fattori coinvolto nei moti risorgimentali, con il compito, modesto, ma pericoloso, di fattorino del Partito d’Azione, ossia di distributore di fogli “incendiari”. L’anno seguente assiste all’assedio di Livorno che lascera’ in lui un’impressione indelebile. Le battaglie risorgimentali, che saranno tante volte oggetto delle sue pitture, sono per lui la strada per raggiungere non solo l’unita’ d’Italia, ma soprattutto un mondo sociale nuovo, libero, onesto e giusto. All’inizio del 1852 inizia a frequentare il Caffe’ Michelangelo sito in Via Larga, dove si ritrovano gli artisti Odoardo Borrani, Telemaco Signorini e Vito d’Ancona che intorno al 1855 costituiscono il gruppo dei Macchiaioli. A Firenze si entusiasma anche del colore Domenico Morelli, ma Giovanni Fattori non aderisce subito alle nuove esperienze e fino al 1859 dipinge in maniera tradizionale, seguendo il gusto romantico. Al 1854 risale l’Autoritratto, primo quadro di qualita’ elevata, intonato su un cromatismo terso di toni bruni e bianchi accesi. Fra il 1855 e il 1857 Giovanni Fattori partecipa alle diverse edizioni della Promotrice fiorentina, nelle quali espone dipinti di argomento storico-letterario. Determinante per l’orientamento artistico di Giovanni Fattori e’ l’incontro con Nino Costa, per consiglio e incoraggiamento del quale Giovanni Fattori presenta al concorso per la celebrazione della guerra del 1859 (vincendolo) il “Campo italiano dopo la battaglia di Magenta” (1862), il primo quadro italiano di storia contemporanea. Nel 1861 esegue I fidanzati e il Ritratto della cugina Argia. Si trasferisce a Livorno per alleviare le sofferenze della moglie malata di tisi; esegue tre grandi dipinti: Acquaiole livornesi, Le macchiaiole e Costumi livornesi. Nel 1567, dopo la morte della moglie, Giovanni Fattori e’ ospite di Diego Martelli a Castiglioncello, dove esegue i ritratti di lui e della moglie. Nel 1969 viene nominato professore all’Accademia di Firenze. Alcuni anni piu’ tardi, nel 1873, Giovanni Fattori compie il primo viaggio a Roma, dove esegue alcuni dipinti, come i Barrocci romani. Nel 1875 e’ a Parigi con alcuni allievi; al ritorno e’ ospite della famiglia Gioli a Fauglia, dove dipinge amabili ritratti femminili. Nel 1880 esegue Lo scoppio del cassone e Lo staffato. A quel tempo comincia a trattare soggetti campestri, che lo portano nel 1885 a soggiornare presso il principe Tommaso Corsini nella tenuta della Marsigliana. In quell’occasione Giovanni Fattori trae spunti per alcuni suoi quadri quali La marca dei puledri e Il Salto delle pecore, esposti entrambi a Venezia nel 1887. In questi anni ottiene anche la cattedra di paesaggio all’Accademia di Firenze, dove dal 1869 insegna come incaricato. Alla fine del decennio esegue il Ritratto della figliastra e quello della seconda moglie. Nel 1905 si risposa per la terza volta, con Fanny Martelli, anche’essa ritratta in uno dei suoi dipinti. La sua attivita’ e’ intensa fino all’estrema vecchiaia, come dimostrano le numerose opere che espone con regolarita’ alle rassegne d’arte italiane e straniere. Giovanni Fattori muore a Firenze il 30 agosto 1908. E’ stato il maggior pittore della macchia e forse di tutto l’Ottocento italiano. Giovanni Fattori spesso nel corso della sua vita aveva sostenuto di non credere che per fare un artista occorra la cultura esatta e tuttavia questo essere “omo sanza lettere” e’ stata forse la sua principale arma, quella che gli ha permesso di essere solo se stesso, un artista libero creatore, privo di condizionamenti culturali.
Brano tratto dal Dépliant di accompagnamento alla Mostra.
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RENATO LACQUANITI: UN PROTAGONISTA DEL NOVECENTO
Con una retrospettiva su Renato Lacquaniti, a dieci anni dalla scomparsa di uno dei protagonisti principali delle Avanguardie Livornesi, Peccioli attiva una fruttuosa collaborazione con il critico e collezionista d'arte Carlo Pepi.
Fondatore del Gruppo Atoma con Bartoli, Graziani e Spagnoli, Renato Lacquaniti si e' dimostrato capace, nell'intero corso della sua esistenza, di mettere continuamente in gioco le proprie certezze formali e contenutistiche, sospinto da una vena lirica interiore e dalla volonta' di ricercare germi di sviluppo e di slancio, anche traguardando i piu' cupi orizzonti.
"Un percorso di opere, studi, appunti e disegni di artisti che hanno attraversato oltre mezzo secolo di storia dell'arte". In esposizione opere di Adriano Cecioni, Vincenzo Cabianca, Telemaco Signorini, Giuseppe De Nittis (con il disegno preparatorio di "La visita a Pompei"), Eugenio Cecconi, Ruggero Focardi, Francesco Gioli, Luigi Gioli, Adolfo Hollaender, Giorgio Kienerk, Adolfo Bellimbau, Vittorio Meoni, Antonio Puccinelli (con un dipinto i cui diseni preparatori sono conservati agli Uffizi), Adolfo Tommasi, Angiolo Tommasi, Lodovico Tommasi, Angelo Tricca, Lorenzo Viani, Amedeo Modigliani (con un disegno del 1916, "una delle opere grafiche piu' pubblicate dell'artista"), Guglielmo Micheli (maestro di Amedeo Modigliani), Eugenio Carraresi e Carlo Domenici.
I MACCHIAIOLI, Comune di Follonica, sabato 1 settembre 2007, ore 18.30
GIANNI BERTINI, Comune di Crespina, sabato 8 settembre 2007, ore 18.00
Civica Pinacoteca Amedeo Modigliani
Celebrazioni del duecentesimo anniversario di Giuseppe Garibaldi
1 settembre 2007 - 7 gennaio 2008
con il patrocinio della Provincia di Pisa
A cura di Carlo Pepi e Maria Francesca Pepi
Inaugurazione sabato 8 settembre, ore 18.00
Orario: dal lunedì al venerdì ore 9.00 - 13.00 e 15.00 - 18.00 sabato e domenica ore 15.00 –19.00
29 settembre Fiera delle civette ore 9.00 - 20.00
ingresso gratuito
Conferenze e iniziative in programma
Comune di Crespina
Sala del Consiglio Comunale
Comune di Crespina
Sala del Consiglio Comunale
Conversazioni con Carlo Pepi
Visite guidate
percorso promosso dal Comune di Crespina
a cura di Erika Gabbani
prenotazioni: cell. 328 64 83 746La Collezione Carlo Pepi aderisce al progetto di valorizzazione del patrimonio storico-artistico e paesaggistico. Il collezionista guidera' i visitatori alla scoperta di un'inaspettata riserva di opere d'arte.
in occasione di
“Le grandi strade della cultura: un valore per l’Europa”
Giornate promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Nel quadro del percorso territoriale
Giornate Europee del Patrimonio
Data ultimo aggiornamento: 2009-10-08
Maria Francesca Pepi ©2007